"LA CASA DELLA NONNA" di Viola Profeta (classe IIIE)
Un luogo che tanto mi scalda il cuore è la casetta dei miei nonni, ormai quasi disabitata. Si trova in una parte principale e molto antica della città di Licata: la "Marina".
Precisamente, in una discesa situata in Via Barrile. Scendendola, tra donne che cucinano il pranzo e signori che collezionano bambole decisamente inquietanti, si vede una tenera abitazione non più tanto curata. All'esterno si nota un normale balconcino che, però, ospita delle piante belle che defunte!!
I colori della casa non li ricordo benissimo, ma ha comunque un aspetto antico.
Prima di entrare in casa dobbiamo percorrere delle scale lunghe e ripidissime. Ogni volta sembrava di scalare il monte Everest! A parte gli scherzi, all’interno troviamo subito la cucina ed il salone, il tutto color caramello tostato.
La prima stanza nominata è completa di fornelli, naturalmente, tavolino e tv.
Invece il salotto è arredato con un comodo divano, un altro televisore più grande ed il tavolo che usavamo per i cenoni. Il salone conserva tutte le fotografie dei matrimoni, di tutta la famiglia e, specialmente, dei carissimi nipoti. In questo primo piano, però, non ho descritto tutto ciò che ho sempre visto: nel regno di nonna (la cucina), accanto alla tv o sul tavolino, non potevano mai mancare i suoi occhiali da vista, che facevano coppia con la sua "Enigmistica” della settimana. Ammetto che ancora oggi la compro, solo per lei, solo per ricordarmi quanto fosse brava nel risolverla sempre tutto (a differenza di me che a malapena azzecco una parola).
Invece, parlando del suo grande mondo, vorrei citare i suoi mitici fornelli, che erano di più di semplici fornelli! Perdeva ore, stando ai "voleri" dei nipoti, a cucinare e cucinare: cotolette, crêpes salate al forno, zuccotti, polpette, lasagne... di tutto e di più! Ma il profumino godurioso che ne veniva fuori era impagabile!
In tv, mentre completava un cruciverba o tra una cotoletta e un'altra, guardava Rai 1. Proprio davanti l’entrata della cucina c'era un mobiletto con dei souvenir. Per esempio, ricordo un piccolo tacco in ceramica: era bianco con delle decorazioni azzurrine e proveniva dalla Grecia. Oltre a questo soprammobile, ricordo svariati posacenere provenienti da città diverse.
Proseguendo più avanti, entriamo nel salotto. Questa stanza era, al contrario, il regno di nonno. Il divano era proprio il suo trono! Nel televisore metteva quasi sempre il telegiornale, quando eravamo a cena.
In quel tavolo mangiavamo solo nelle occasioni importanti. Di solito il mio posto era nella parte vicino al muro e accanto ai miei genitori. Nonno stava quasi sempre a capotavola e se non c’era lui, allora vi si sedeva la nonna. Il cibo veniva messo al centro e ci servivamo, in quelle fredde giornate di Natale. Erano fredde in campo meteorologico ma, all’interno di quella casa, il mio cuore veniva scaldato.
Dopo cena, in quel divano tanto bramato, io, mia sorella e miei cugini ci mettevamo a disegnare (così da far vedere le nostre “opere" alla nonna) o semplicemente a scherzare. Certe volte, andavamo nello sgabuzzino a giocare a palla. Mia mamma aveva paura che frantumassimo i cimeli di nonno! Spesso, finivamo a divertici nelle scale che portavano al piano superiore, di cui non ho ancora descritto niente. Quei gradini erano accompagnati da vasi e ceramiche decorative, che li rendevano molto graziosi. Salendo troviamo delle camere ed un terrazzo. La prima camera da letto era quella dei nonni. Si trovava un grande letto e un arredamento antiquato. Accanto al letto, c'era un piccolo televisore dove guardavo i cartoni animati.
NelIa seconda cameretta prevalevano i colori del verde e del rosa, ovvero i colori del letto a castello. Non c’era molto, ma mancava la scala per salire nel letto di sopra (non so come facessero ad arrivarci).
Aprendo il terrazzo, invece, c’erano un sacco di piccioni imbestialiti che, per poco, non mi aggredivano. Ce n'erano proprio a bizzeffe!
In questa casa ci sono entrata un paio di volte dopo la scomparsa di nonna. E vorrei lanciare un avvertimento: se ci doveste entrare e doveste trovare la nonna che fa un cruciverba...non disturbatela!

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