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"LA MIA PRIMA VOLTA ALL'OPERA" di Andrea Profumo (classe IIE)

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 Il teatro è una struttura che si può definire "magica", perché quando entri puoi con l'immaginazione trasferirti in un altro mondo e in un'altra epoca. Il teatro è quel posto che dà un' opportunità a molta gente perchè a seconda dell'opera puoi ricevere messaggi diversi, di pace, d'amore o altro. Adesso vi racconto la mia prima volta a teatro per vedere un'opera. Erano pochi mesi prima del ventotto gennaio e la nostra prof ci ha annunciato che saremmo andati a Palermo al Teatro Massimo. Ci siamo preparati molto bene per l'evento, abbiamo visto anche un video sulla leggenda della suora e sulla costruzione del Teatro Massimo nel milleottocento. Anche il prof di musica ha cercato di dirci qualcosa in più, non sul teatro, ma sull'opera che abbiamo visto che si intitola Aida, di Giuseppe Verdi. Finalmente dopo giorni di preparazione è arrivato il giorno tanto atteso, siamo saliti sul bus con destinazione Palermo. Dopo tre lunghe ore di viaggio siam...

"LETTERA A LILIANA SEGRE" di Filippo Lauria (classe IIE)

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 Cara Liliana, io non so bene che significa per te il numero che hai impresso sulla tua pelle, ma so che non andrà mai via. Però da tutte le testimonianze, soprattutto le tue, che ho ascoltato mi riesco a immaginare quello che hai passato. Io ti vorrei fare infinite domande, perché vorrei sapere tutti i minimi dettagli di che cosa hai vissuto in quei tre anni di inferno. Io non avevo capito bene l'importanza di questo argomento fino a quando non ho visto te in quel video dove spiegavi pressappoco quello che ricordavi e so per certo che tutto quello che hai scritto e soprattutto che hai testimoniato attraverso i video è la pura verità. Una domanda che vorrei farti in primis (ecco perché ti sto scrivendo) è: Tu cosa hai provato esattamente nel momento in cui è arrivato l'esercito Russo che vi liberò e finalmente quella speranza chiamata vita diventò realtà ? E soprattutto cosa hai pensato uscendo da lì ? Inoltre mi ha colpito molto la storia che hai raccontato in tutti i tuoi vid...

"STORIE D'AVVENTURA ED EROI COMUNI: L'INCENDIO" di Gabryel Santamaria (classe IID)

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                    STORIE D’AVVENTURA ED EROI COMUNI: L’INCENDIO        Marco è un giovane pompiere di soli 19 anni di un piccolo paese, che ama molto il suo lavoro. Un giorno però, la sua vita cambia totalmente. Era sabato mattina ed una vecchia casa, situata verso il centro del paese, prese fuoco. Le fiamme divampavano alte e il fumo rendeva la visuale invisibile. Immediatamente furono avvertiti i vigili del fuoco locali. Il giovane pompiere Marco e la sua squadra, giunsero rapidamente nei pressi dell’abitazione, ma la situazione era critica: una donna anziana era intrappolata al secondo piano. Senza esitare, il giovane pompiere si lanciò all’interno dell’edificio, sfidando fuoco e fumo. Dopo quasi un’ora, Marco trovò la povera anziana, spaventata ma ancora cosciente, così la mise in braccio e iniziò la sua sfida.   Le fiamme erano alte e il fumo rendeva l’ari...

Re Artù si risveglia

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di Angelo Licata, classe I E   In una cantina buia c’era un grande baule dove nonna Pina conservava i vestiti che non indossava più. Tra questi c’era un vestito di Carnevale antichissimo che il nonno aveva indossato quando era piccolo.   Il nome della maschera era Re Artù ed era stata cucita dalla sua bisnonna. Era formata da un’armatura rigida, aveva stivali alti, che arrivavano sopra le ginocchia, e una bella corona. Sentendo i rumori, che la nonna faceva rovistando in cantina, si svegliò dal lungo letargo. Dormiva da più di settant’anni e non ne poteva più. Decise allora di progettare la fuga dal baule. Iniziò a tamburellare con i piedi sul suo coperchio, che fortunatamente non era chiuso a chiave e si aprì facilmente. All’inizio ebbe paura di uscire, non sapendo a cosa sarebbe andato incontro, poi prese coraggio, sentendo la voce di nonna Pina cantare allegra una bella canzone siciliana. Uscito dal baule, sentì un odore buonissimo di polpette al sugo, che non assaporava da...

ARLECCHINO SALVA IL CARNEVALE

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di Ludovica Famà, classe I E                                                               In una buia soffitta, chiuso in un baule impolverato, che non veniva aperto da anni, c’era una maschera tutta colorata. Carnevale era arrivato da poco e per la prima volta non sentiva la musica suonare per strada. Decise allora di uscire dal baule. Lo aprì con i suoi poteri magici: prima uscì una mano, poi la l’altra, infine il corpo. Era Arlecchino.   Provò subito paura: intorno c’era buio e puzza di muffa. L’unico suono che sentiva era quello dell’acqua che gocciolava da un rubinetto. Pensò a cosa potesse essere successo e riuscì ad uscire da una finestra per controllare. Era sceso in strada dove pensava di trovare tutti i bambini in maschera, musica, festa e quant’altro, invece no. C’era silenzio. Doveva salvare quel Carnevale. Cammina, ...

"Dedica al mio diario" di Damiano Felis (classe II E)

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  Caro Tommy, era un sabato come tanti e, girando per casa, trovai in soffitta una scatola malconcia, la aprii e notai, a prima vista, un diario, con la copertina in pelle e la lettera “R” in tagliata sopra. Tra me e me mi chiesi di chi fosse e, proprio in quel momento, arrivò la mia mamma, mi spiegò che era il suo Diario Segreto, dove lei appuntava cose personali e riservate che voleva tenere solo per sé e non rivelare al mondo intero. Mi disse: “Devi sapere che i segreti di ognuno compiono un magico viaggio, lasciano il tuo animo e, attraverso la tua mano, ogni lettera s’imprime sulle candide pagine che nessuno potrà mai conoscere..”. Io, contento di quella spiegazione, le chiesi se poteva regalarmi un diario.  Dopo giorni di attesa..arrivasti tu, caro diario, e quando ti vidi pensai: “Appunterò in te tutte le mie riservatezze”. Da quando chiesi il diario a mamma era passata una settimana, poi, tra un indovinello e l'altro, mamma mi disse: “Che regalo mi avevi chiesto?!”...

“Chef per un giorno” di Gaia Gibaldi (classe IIIE)

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  Tutto è iniziato quando la professoressa ci ha parlato di questo concorso. Appena l’ho sentito nominare, mi sono sentita subito curiosa e interessata. Dopo aver capito in cosa consisteva il concorso “Chef per un giorno”, ho deciso di partecipare perché mi piace cucinare e volevo mettermi alla prova. Da quel momento ho iniziato a fare molte prove a casa. La mia cucina è diventata il mio primo laboratorio: provavo la ricetta che avevo scelto di presentare  più volte, sceglievo con attenzione gli ingredienti e cercavo di migliorare ogni dettaglio. Non sempre andava tutto bene, a volte sbagliavo e mi sentivo scoraggiata, ma non mi sono arresa. Ogni errore mi aiutava a capire come fare meglio. Durante questi esperimeti ho provato tante emozioni diverse: ansia, entusiasmo, paura di non essere all’altezza, ma anche soddisfazione quando il piatto riusciva bene. Più mi esercitavo, più cresceva in me la voglia di continuare e di dare il meglio nel giorno del concorso. Il giorno del co...