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"I LOVE PRAGA" di Viola Bonfiglio (classe IIE)

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Un viaggio che mi ha lasciato un ricordo speciale é sicuramente quello nella città di Praga o in lingua Ceca, Prague. Nelle scorse settimane, abbiamo girato un sacco di negozi, per trovare gli abiti più adatti: scarponi per la neve, cappelli, maglie termiche… Sabato notte alle due ci siamo svegliati, mia mamma continuava a dirmi che dovevo aggiungere un cappello, una sciarpa e dei guanti, alla valigia, perché avrebbe fatto molto freddo, io ovviamente al mio solito non l’ho ascoltata, ma fortunatamente lei, conoscendomi, ha aggiunto un cappello e una sciarpa di nascosto. Alle tre dopo esserci preparati siamo partiti. Il volo era alle sei e noi siamo arrivati in perfetto orario, tanto da darmi il tempo di mettere le calze di pile sotto i leggings. Il volo è andato benissimo, siamo atterrati e abbiamo preso i biglietti per i mezzi di trasporto pubblici per muoverci. Lì infatti ci sono pochissime macchine, si usano i mezzi come il tram, la metro e il bus, che sono sempre in perfetto orario...

"PERCHE' STUDIARE STORIA?" di Flavio Felis (IIE)

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  Io amo la storia perché mi catapulta in un mondo passato e meraviglioso dal quale posso imparare tanto. Grazie alla storia,  ad esempio ho imparato cosa accadde in Francia nel 1789. La Rivoluzione francese fu un momento fondamentale nella storia dell' umanità intera. Grazie alla Rivoluzione, la Francia ha avuto la prima costituzione ed è diventata una repubblica, opponendosi all'assolutismo. La Costituzione si basava sugli ideali di liberté, fraternité, ègalité, cioè libertà, fraternità e uguaglianza, principi che sono alla base di tutte le democrazie moderne, anche dell'Italia, mentre ancora oggi, in alcuni paesi come il Venezuela e la Cina esiste   la dittatura che, in fondo, è una forma di assolutismo.  La storia è importante non solo per comprendere il presente, ma anche per costruire il futuro, ad esempio abbiamo capito dopo anni di terribili guerre fra protestanti e cattolici, che la riconciliazione è l'unica strada da percorrere. Un tentativo di riconciliazi...

"LA MIA PRIMA VOLTA ALL'OPERA" di Andrea Profumo (classe IIE)

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 Il teatro è una struttura che si può definire "magica", perché quando entri puoi con l'immaginazione trasferirti in un altro mondo e in un'altra epoca. Il teatro è quel posto che dà un' opportunità a molta gente perchè a seconda dell'opera puoi ricevere messaggi diversi, di pace, d'amore o altro. Adesso vi racconto la mia prima volta a teatro per vedere un'opera. Erano pochi mesi prima del ventotto gennaio e la nostra prof ci ha annunciato che saremmo andati a Palermo al Teatro Massimo. Ci siamo preparati molto bene per l'evento, abbiamo visto anche un video sulla leggenda della suora e sulla costruzione del Teatro Massimo nel milleottocento. Anche il prof di musica ha cercato di dirci qualcosa in più, non sul teatro, ma sull'opera che abbiamo visto che si intitola Aida, di Giuseppe Verdi. Finalmente dopo giorni di preparazione è arrivato il giorno tanto atteso, siamo saliti sul bus con destinazione Palermo. Dopo tre lunghe ore di viaggio siam...

"LETTERA A LILIANA SEGRE" di Filippo Lauria (classe IIE)

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 Cara Liliana, io non so bene che significa per te il numero che hai impresso sulla tua pelle, ma so che non andrà mai via. Però da tutte le testimonianze, soprattutto le tue, che ho ascoltato mi riesco a immaginare quello che hai passato. Io ti vorrei fare infinite domande, perché vorrei sapere tutti i minimi dettagli di che cosa hai vissuto in quei tre anni di inferno. Io non avevo capito bene l'importanza di questo argomento fino a quando non ho visto te in quel video dove spiegavi pressappoco quello che ricordavi e so per certo che tutto quello che hai scritto e soprattutto che hai testimoniato attraverso i video è la pura verità. Una domanda che vorrei farti in primis (ecco perché ti sto scrivendo) è: Tu cosa hai provato esattamente nel momento in cui è arrivato l'esercito Russo che vi liberò e finalmente quella speranza chiamata vita diventò realtà ? E soprattutto cosa hai pensato uscendo da lì ? Inoltre mi ha colpito molto la storia che hai raccontato in tutti i tuoi vid...

"STORIE D'AVVENTURA ED EROI COMUNI: L'INCENDIO" di Gabryel Santamaria (classe IID)

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                    STORIE D’AVVENTURA ED EROI COMUNI: L’INCENDIO        Marco è un giovane pompiere di soli 19 anni di un piccolo paese, che ama molto il suo lavoro. Un giorno però, la sua vita cambia totalmente. Era sabato mattina ed una vecchia casa, situata verso il centro del paese, prese fuoco. Le fiamme divampavano alte e il fumo rendeva la visuale invisibile. Immediatamente furono avvertiti i vigili del fuoco locali. Il giovane pompiere Marco e la sua squadra, giunsero rapidamente nei pressi dell’abitazione, ma la situazione era critica: una donna anziana era intrappolata al secondo piano. Senza esitare, il giovane pompiere si lanciò all’interno dell’edificio, sfidando fuoco e fumo. Dopo quasi un’ora, Marco trovò la povera anziana, spaventata ma ancora cosciente, così la mise in braccio e iniziò la sua sfida.   Le fiamme erano alte e il fumo rendeva l’ari...

Re Artù si risveglia

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di Angelo Licata, classe I E   In una cantina buia c’era un grande baule dove nonna Pina conservava i vestiti che non indossava più. Tra questi c’era un vestito di Carnevale antichissimo che il nonno aveva indossato quando era piccolo.   Il nome della maschera era Re Artù ed era stata cucita dalla sua bisnonna. Era formata da un’armatura rigida, aveva stivali alti, che arrivavano sopra le ginocchia, e una bella corona. Sentendo i rumori, che la nonna faceva rovistando in cantina, si svegliò dal lungo letargo. Dormiva da più di settant’anni e non ne poteva più. Decise allora di progettare la fuga dal baule. Iniziò a tamburellare con i piedi sul suo coperchio, che fortunatamente non era chiuso a chiave e si aprì facilmente. All’inizio ebbe paura di uscire, non sapendo a cosa sarebbe andato incontro, poi prese coraggio, sentendo la voce di nonna Pina cantare allegra una bella canzone siciliana. Uscito dal baule, sentì un odore buonissimo di polpette al sugo, che non assaporava da...

ARLECCHINO SALVA IL CARNEVALE

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di Ludovica Famà, classe I E                                                               In una buia soffitta, chiuso in un baule impolverato, che non veniva aperto da anni, c’era una maschera tutta colorata. Carnevale era arrivato da poco e per la prima volta non sentiva la musica suonare per strada. Decise allora di uscire dal baule. Lo aprì con i suoi poteri magici: prima uscì una mano, poi la l’altra, infine il corpo. Era Arlecchino.   Provò subito paura: intorno c’era buio e puzza di muffa. L’unico suono che sentiva era quello dell’acqua che gocciolava da un rubinetto. Pensò a cosa potesse essere successo e riuscì ad uscire da una finestra per controllare. Era sceso in strada dove pensava di trovare tutti i bambini in maschera, musica, festa e quant’altro, invece no. C’era silenzio. Doveva salvare quel Carnevale. Cammina, ...