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“Chef per un giorno” di Gaia Gibaldi (classe IIIE)

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  Tutto è iniziato quando la professoressa ci ha parlato di questo concorso. Appena l’ho sentito nominare, mi sono sentita subito curiosa e interessata. Dopo aver capito in cosa consisteva il concorso “Chef per un giorno”, ho deciso di partecipare perché mi piace cucinare e volevo mettermi alla prova. Da quel momento ho iniziato a fare molte prove a casa. La mia cucina è diventata il mio primo laboratorio: provavo la ricetta che avevo scelto di presentare  più volte, sceglievo con attenzione gli ingredienti e cercavo di migliorare ogni dettaglio. Non sempre andava tutto bene, a volte sbagliavo e mi sentivo scoraggiata, ma non mi sono arresa. Ogni errore mi aiutava a capire come fare meglio. Durante questi esperimeti ho provato tante emozioni diverse: ansia, entusiasmo, paura di non essere all’altezza, ma anche soddisfazione quando il piatto riusciva bene. Più mi esercitavo, più cresceva in me la voglia di continuare e di dare il meglio nel giorno del concorso. Il giorno del co...

"Cara Anna" della classe IID

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  Cara Anna,   oggi è il 27 gennaio, il Giorno della Memoria, il giorno in cui ricordiamo ciò che avete subito voi ebrei, perché non accada mai più e non venga dimenticato. In queste settimane abbiamo letto in classe il tuo Diario e abbiamo vissuto con te le tue paure, le tue speranze, la tua vita nel nascondiglio. Ci hai insegnato tantissimo con la tua forza e il tuo coraggio e soprattutto ci hai aiutato a credere, nonostante tutto, nella bontà dell’essere umano. Oggi ti scriviamo per dirti che il tuo sogno si è realizzato: sei diventata una grandissima scrittrice, grazie anche a tuo padre che ha fatto conoscere la tua voce al mondo intero. Grazie di cuore, Anna. Ti porteremo sempre con noi. 2D  

"CRANS MONTANA: UNA TRAGEDIA SU CUI RIFLETTERE" di Sara Masotta (classe ID)

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Da pochi giorni abbiamo fatto rientro dalle vacanze natalizie che purtroppo  sono state segnate da un fatto di cronaca molto triste. Durante la notte di Capodanno, tra il 31 dicembre 2025 e l’1 gennaio 2026 a Crans-Montana, una famosa località svizzera, è  divampato  un  incendio in un locale frequentato  soprattutto da giovanissimi. La tragedia è  stata causata probabilmente da candele pirotecniche messe su alcune bottiglie, che a contatto con il soffitto hanno innescato fiamme in pochissimi secondi Purtroppo tante persone non sono riuscite a uscire in tempo. Il bilancio è stato  grave con più di 45 morti e oltre 100 feriti:  una tragedia che ha colpito non solo la Svizzera ma  anche il nostro Paese     A scuola insieme ai miei compagni e alla professoressa ci siamo soffermati su questo fatto molto triste, dopo aver osservato un minuto di silenzio per ricordare le vittime. Abbiamo   fatto un'ora di lezione diversa, p...

"INSIDE OUT" di Viola Bonfiglio (classe IIE)

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  La prima volta che l’ho visto ero molto piccola, ma la trama, i personaggi, i colori mi avevano colpita, attirando la mia attenzione Qualche giorno fa lo abbiamo rivisto in classe perchè con i nostri professori stiamo facendo un percorso introspettivo sulla gestione delle emozioni. E’ la storia di Riley Andersen ,  una ragazzina di 11 anni che vive nel Minnesota e nella sua mente vivono e lavorano cinque emozioni personificate: Gioia, che garantisce la sua felicità, Disgusto, che si assicura che Riley non venga contaminata fisicamente e socialmente;  Paura, che tiene Riley lontana dai pericoli; Rabbia, che impedisce che Riley subisca ingiustizie, infine Tristezza, il cui scopo inizialmente non è chiaro. Le cinque emozioni dirigono la mente della ragazza all'interno di un quartier generale e per mezzo di una console piena di comandi: ogni volta un'emozione agisce sulla console, Riley fa qualcosa e nella sua mente nasce un ricordo, dall'aspetto ...

"LA MIA CASETTA NEL BOSCO" di Giuseppe Inguanta (classe IIE)

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 Ciao, sono Galorian e ho 6 anni. In questo periodo si sta parlando molto di me e della mia famiglia, però io e le mie sorelle non abbiamo capito ancora il perché. Ma facciamo un passo indietro.  Noi abitavamo in una casa nel bosco, vicino a un ruscello. I nostri genitori ci avevano detto che sarebbe stato bellissimo vivere lì, che crescere all'aperto avrebbe fatto bene alla nostra salute. Noi eravamo felicissimi di abitare in quella casa e di stare a contatto con la natura. Ed è così che la nostra vita trascorreva tra avventure e scoperte. Noi rispettavamo il bosco e lui rispettava noi, offrendoci cibo e acqua. Abbiamo (anzi, avevamo) degli animali con cui giocare e divertirci sempre: un cavallo, un asino, un cane e moltissime galline. Io... uffh, ero davvero bravo a riconoscere le impronte degli animali, grazie agli insegnamenti di mio padre. Infatti so riconoscere l'impronta di un cervo o di un cinghiale solo guardandole. Non è fantastico?? Beh, per quei tizi vestiti di ner...

"BASTA POCO..." di Niccolò Bonomo (classe IIE)

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 C'era una volta un uomo povero, ma così povero che possedeva solo i vestiti che indossava. Quest'uomo,  però, era sempre contento e sorridente,  era molto simpatico e faceva divertire gli altri.  Se qualcuno aveva bisogno di aiuto,  era sempre pronto a dare una mano,  ma non voleva essere pagato perché credeva che la vera ricchezza fosse nell'aiutare gli altri. La sua casetta piccola e modesta  era sempre aperta a chiunque avesse bisogno di un pasto caldo o di un posto dove riposare.  Nonostante la sua povertà,  la sua tavola era sempre imbandita con ciò che la natura offriva: frutti di bosco, erbe aromatiche e a volte un pezzo di pane raffermo donato da qualche anima gentile.  Lui condivideva tutto con gioia convinto che la felicità si moltiplicasse nel momento in cui veniva condivisa. Un giorno l'uomo aveva aiutato una vecchietta a portare la borsa della spesa e la vecchietta lo aveva ringraziato con un sorriso. Lui aveva sentito il c...
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  Il cane e il pipistrello                                                       di Angelo Licata , classe I E                                      Un cane molto affamato una notte cominciò a girare per il bosco quando all’improvviso vide una grotta e, sentendo l’odore di un animale, vi entrò. Il cane vide in alto un pipistrello capovolto, all’ingiù, e gli disse: “Scendi, ti porto in un posto bellissimo” e il pipistrello rispose: “No, non mi fido di te”. Allora il cane disse: “Se scendi, ti porterò a mangiare a casa mia” e il pipistrello, che era affamato, scese dall’alto e si mise vicino al cane, che repentinamente lo mangiò. La morale della favola è che la calma è la virtù dei forti, infatti il cane ha avuto tanta pazienza ad aspettare il pi...