"Il profumo del mare" di Matteo Re (classe IIE) PRIMO CLASSIFICATO AL CONCORSO MUSAMUSIA
Finalmente la scuola è finita! Modalità vacanze on!
Siamo a giugno e la scuola è finita. Si mettono da parte i
libri per tre mesi e si va al mare finalmente. Come di consueto andiamo al
solito lido dove ritrovo piacevolmente gli “amici dell'estate".
Trascorro con loro tutti i momenti della mia giornata,
giochiamo a palla, facciamo tuffi, creiamo sculture con la sabbia, o almeno ci
proviamo, e tra un ghiacciolo e l'altro ci godiamo il mare e l'estate.
Quest'anno ho notato qualcosa di diverso al lido. Non mi sono
accorto subito, ma dopo qualche giorno: la passerella che porta dal parcheggio
alla battigia è diversa...
E più larga, colorata e più resistente.
"Si sono rinnovati un pò quest'anno" ho pensato tra me e me.
Invece tra le sdraio e gli ombrelloni ho notato una sedia a
rotelle particolare, molto diverse da quelle tradizionali perchè aveva delle
ruote molto grandi e grosse. Ho attirato l'attenzione
di mia mamma e mi ha detto che è una sedia speciale per un ragazzo speciale.
Ho aspettato tutto il pomeriggio per vedere di chi fosse
quella particolare sedia, finalmente l'ho vista
passare: era più veloce di me, sembrava una Ferrari. Era di un ragazzo mio
coetaneo e l'ho visto entrare in acqua
con tutta la sua Ferrari.
Mi blocco un attimo a pensare: “Ma questo qua che viene a
fare al mare se non può giocare a palla, non può correre, non può stare seduto
sulla sabbia e giocare?” Però da lontano vedevo che si stava divertendo.
Siccome la mia curiosità mi stava corrodendo lo stomaco, sono
entrato in acqua con la scusa di fare un bel bagno e mi sono avvicinato a lui.
Gli ho chiesto il suo nome, lui mi guardava con diffidenza e ha risposto per
lui suo papà: “Si chiama Gino”. "Se vi ho dato fastidio chiedo scusa"
gli ho risposto, e mi sono mosso per uscire dall'acqua. Ma Gino mi ha chiesto:
"EE tu come ti chiami?" “Matteo” ho risposto. “Sai Matteo di solito i
ragazzi che si avvicinano a me lo fanno solo per prendermi in giro”. L'ho rassicurato dicendo che la mia era solo
curiosità, dato che era il primo anno che lo vedevo in quel lido. Da quel
momento abbiamo iniziato a parlare ogni giorno e siamo diventati amici.
In questa estate ho scoperto che divertirsi non è solo giocare
a palla o correre, ho scoperto che anche se non puoi usare le gambe puoi
divertirti e goderti l'estate comunque.
Io e Gino siamo davvero diventati "pappa e ciccia",
non abbiamo fatto lunghe corse o giocate a palla, ma abbiamo passato tanto
tempo insieme a parlare di mille cose: della squadra del cuore, anche lui
juventino sfegatato e anche lui è andato a vedere la partita Juventus-Cagliari
allo stadio, eravamo là tutti e due e non ci siamo incontrati, delle ragazze,
della play, della scuola e dei prof un pò rompiscatole.
Ma la cosa più bella che ho appreso da Gino è il godere delle
piccole cose. Per la prima volta ho
davvero sentito il sapore e il profumo del mare. Ho sentito la leggerezza di
stare in acqua e lasciarsi dondolare dalle onde. Il rumore del vento che
trasporta le voci dei bambini che giocano. La brezza che ti accarezza il viso.
Ho visto la vera bellezza di un tramonto. Tutte queste cose che avevo li a
portata di mano ma non avevo mai apprezzate perchè ero troppo impegnato a fare
altro. Adesso capisco perchè a Gino piace venire al mare, non può correre, ma
può godere di tutte queste cose, ed ora
pure io posso goderne perchè Gino mi ha insegnato a farlo.
Ecco perché la mamma mi ha detto che è un ragazzo speciale,
non perchè è su una sedia, ma perchè ha il potere di aprire i cuori delle
persone che lo circondano.
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