"PROBLEMA O OPPORTUNITA'?" di Simona Di Pietro (Classe IIIE) TERZA CLASSIFICATA AL CONCORSO "RACCONTAMI, O MUSA"
PROBLEMA O OPPORTUNITA’?
Era la mattina del 24 settembre 2025 quando, udito il suono
della campana, mi apprestai a raggiungere la mia nuova classe! La scuola era
già iniziata ma io avevo deciso di cambiare classe e così mi ritrovai in un
posto nuovo, con dei compagni nuovi, smarrita ed in cerca di uno sguardo o di
un sorriso verso me. Quel cambio di classe fu il più grande cambiamento
dell’anno. Da lì a poco mi ritrovai di fronte Felice. Felice è un mio compagno
affetto da autismo che con mio grande stupore ha
rappresentato la sorpresa più grande. Per spiegare cos’è l’autismo sicuramente
non userò parole tecniche, ma ciò che vede lui secondo me. Lui è come se
vivesse in una bolla spessa, ma trasparente. Quando sta lì dentro nessuno può
disturbarlo, perché è un mondo perfetto per lui, con tanto silenzio e cose
semplici, non la matematica ma una lieve e dolce musica che a lui piace
canticchiare quando le prof di sostegno si allontanano per qualche minuto. I
compiti sono la cosa che non gli piace proprio fare e infatti esordisce sempre urlando
NIENTE COMPITIII! Io interpreto questa cosa come una paura di non riuscirci; ma
in realtà non è affatto così e la migliore soddisfazione è vedere che riesce a svolgerli facilmente,
ad esempio l’altra volta ripeteva in modo disinvolto le tabelline. Quindi
riesce benissimo, è solo una paura che lui ha nel momento in cui vede il foglio
con la verifica, ma le prof che lo aiutano riescono a colmarla immediatamente,
fortunatamente. Lo rassicurano e lo guidano e finisce in pochissimo tempo la
verifica. Una delle cose che più mi ha colpita è stata la sua reazione al
rumore, sì proprio la cosa che per noi è comune sentire per lui non lo è:
infatti già dal primo momento mi hanno detto che non dovevo far stridere la
sedia, ma semplicemente alzarla e accompagnarla con la mano. All’inizio non è
stato molto facile ricordarlo ma a distanza di circa due mesi addirittura
quando ero fuori dalla scuola e sentivo il rumore delle sedie pensavo a Felice
che se l’avesse sentito beh… Non so quale sia il vero motivo delle sue crisi a
causa del rumore, ma le ho sempre interpretate come se lui quel minimo rumore
lo recepisse cinque volte più acuto! Infatti ho capito che bisogna fare molta
attenzione perché noi esseri umani viviamo in un mondo in cui ci sono persone
molto diverse tra loro e bisogna portare rispetto. Ma ci vuole maturità per
capire certe cose, maturità che alcuni miei compagni di classe, soprattutto i
maschi, non hanno. Nell’ora di educazione fisica una volta squadrai tutti e
capii che nessuno si accorgeva di Felice, così appena presi la palla decisi di
cederla a lui, cosa che nessuno aveva fatto. Lui ne fu veramente felice e
cominciò a correre per tutta la palestra! Una volta mentre eravamo in classe e
scrivevamo delle frasi la prof ha alzato gli occhi guardando Felice e poi ha
detto: “Chi sa cosa c’è nella sua testa?” ho pensato ad una risposta, ma la più
giusta sarebbe tanta confusione. Se lui ha già molta confusione nella testa noi
gli complichiamo ancora di più la vita, immaginate avere un udito super
sviluppato e sentire tante persone mangiare, muovere la sedia le e parlare! Le
prof giustamente capendo la situazione ci chiedono di autocontrollarci, cosa
che non facciamo sempre. Essere autistici però significa anche avere delle
abilità che non tutti abbiamo, per esempio io di Felice ammiro il suo modo di
parlare inglese o di disegnare, ognuno ha le proprie abilità. Quindi quando un
giorno la prof mi chiese: “Secondo te la disabilità è un problema o un’opportunità
?” risposi che tutti possiamo vedere una persona autistica in un programma
televisivo, in un libro, nel giornale, ma viverlo è completamente un’altra cosa
e se prima pensavo fosse un problema alla fine si è rivelata una grandissima
opportunità per maturare e capire tante cose! Penso di essere cambiata da
quando ho incontrato Felice, sono cambiata in meglio. Ho imparato che il mondo
non ruota solo ed esclusivamente intorno a me e che è fondamentale avere
rispetto per gli altri e aiutarli se sono in difficoltà.

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